Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano

Fu edificata nel X-XI secolo su di una preesistente chiesa dedicata a Santa Maria del Parco del VII secolo, consacrata da papa Pasquale II nel 1106. Dopo il disastroso terremoto del 1231, fu ricostruita in sette navate, per poi esser restaurata in stile neoclassico da Pietro Paolo Ferrara. La facciata neogotica del 1903 si affaccia sull’angusta via del Duomo. Dal pronao, dove si trovano le statue dei due santi patroni Erasmo e Marciano, si accede, tramite il portale, alla navata centrale. Lungo le due navate laterali si aprono quattro cappelle per lato contenti altari barocchi in marmi policromi. In fondo all’abside rettangolare, che è rialzata dal resto della chiesa poiché sotto ad essa vi è la cripta o succorpo, si trova l’altare barocco in marmi policromi, mirabile opera di Dionisio Lazzari, sul quale c’è un crocifisso dipinto ottocentesco. Dietro la chiesa, dove c’era l’entrata della prima chiesa, si trova il Campanile. Si tratta del vero gioiello della cattedrale risalente al XII secolo che non ha subito modifiche nel corso degli anni a differenza del resto del complesso. È opera di Nicola d’Angelo conosciuto anche come Niccolò d’Angelo (autore dell’altare maggiore della Cattedrale di Sutri e soprattutto, insieme al Vassalletto, del candelabro pasquale della basilica di San Paolo fuori le mura e appartenente alla nota famiglia di marmorari romani, detta anche dei “Cosmati”). Accanto al suo nome si scorge l’indicazione “romanus”, titolo, di cui si fregiavano coloro che a Roma lavoravano, utilizzato dagli artisti per firmare le loro opere (anche nel ciborio della cattedrale di Ferentino, Drudo da T. si definisce romanus). La possente mole del Campanile della Cattedrale di Gaeta è in stile arabo moresco ed è costituita da tre piani con bifore sormontati dal cupolino ottagonale. All’interno della strombatura ci sono dei sarcofagi di epoca romana e due bassorilievi marmorei raffiguranti la storia di Giona e del mostro. Il Campanile di Gaeta, insieme a quello di Amalfi con cui ha notevoli analogie, rappresenta un eccellente esempio di arte medievale dell’Italia centro meridionale.

Tempio di San Francesco

Fu edificato per la prima volta nel 1222 dallo stesso San Francesco d’Assisi nel luogo dove dimorava quando veniva ad evangelizzare i gaetani. L’attuale struttura in stile neo-gotico è opera delle donazioni di due grandi monarchi, re Carlo II d’Angiò e re Ferdinando II di Borbone, e del genio di Giacomo Guarinelli. Il sagrato è preceduto da una grande scalinata, al centro della quale si trova la statua della Religione con in mano la croce. La slanciata facciata neogotica ha un bel portale strombato ed un grande rosone. L’interno a tre navate, dominato dal colore giallo dei muri, è illuminato da grandi bifore con vetrate policrome. Nell’abside poligonale, dominata dalla statua del Redentore, si trova l’altar maggiore in stile neogotico. Dinnanzi alla chiesa si trova l’enorme scalinata coeva con al centro la statua della Religione.

Santuario della Santissima Annunziata
Fondato nel 1320, la sua realizzazione ha inizio il 2 maggio 1321, ed è stato consacrato nel 1352 come chiesa dello Stabilimento della S.S. Annunziata, destinato ad assistere i poveri, gli ammalati e i bambini abbandonati, affidati alle cure delle suore attraverso una ruota girevole.
L’ultimo restauro, pur mantenendo intatta la sua struttura gotica, è stato compiuto da Dionisio Lazzari nel 1624 in stile barocco.
La facciata, opera di Andrea Lazzari, è sormontata dal campaniletto a vela con orologio in maioliche. L’interno a navata unica è dominato dalla tinta celeste delle pareti. Nell’abside rettangolare si trovano il magnifico polittico fondale di Andrea Sabatini da Salerno, le tele di Sebastiano Conca, il coro ligneo di Colangelo Vinaccia da Massa e l’altar maggiore in marmi policromi eseguito da Dionisio Lazzari. La chiesa accoglie inoltre un pregevole organo a canne seicentesco, opera di Giuseppe de Martino
Conserva decine di codici molto preziosi di musica sacra scritti a mano dai monaci amanuensi.
Dall’abside si raggiunge la Cappella dell’Immacolata Concezione o “Grotta d’Oro”, detta così perché ha la volta a botte costituita da cassettoni di legno intagliati e dorati, che ha alle pareti 19 tele raffiguranti scene della vita di Gesù e della Madonna, opere di Criscuolo, lo stesso che ha fatto i santi del polittico fondale insieme a Scipione Pulzone che si è occupato dell’Immacolata, che si trova al centro di esso.
Dal 25 marzo 2009 è stato elevato a Santuario della Santissima Annunziata ed è gemellato con il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, perché il Dogma cattolico dell’Immacolata Concezione, proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, era stato meditato dal papa nella sua permanenza forzata in Gaeta durante le ore passate in meditazione a pregare davanti al quadro della Madonna presente all’interno della cappella “Grotta d’Oro” del Santuario della SS. Annunziata, per questo motivo conosciuta pure col nome di “Cappella dell’Immacolata”.
Anche papa Giovanni Paolo II il 25 giugno 1989 in occasione della visita alla città di Gaeta volle pregare nella Grotta d’Oro. Ad oggi, insieme alla Chiesa di Santa Maria della Sorresca, rientra nei beni dell’IPAB “Stabilimento della SS. Annunziata ed annessi”.
All’interno dell’IPAB è ospitato l’archivio storico che conserva importanti documenti storici che fotografano l’attività assistenziale svolta dalla SS. Annunziata nei 700 anni della sua esistenza, come pure importanti documenti diplomatici, atti amministrativi e testamenti, tra cui gli Statuta Privilegia et Consuetudinis Civitatis Caietae (XVI sec.).

Chiesa di San Giovanni a Mare
Edificata nel X secolo dal duca di Gaeta Giovanni IV, presenta come caratteristiche la cupola in stile arabo e il pavimento leggermente inclinato per permettere il defluire delle acque del mare nei periodi di alta marea essendo stata eretta nelle vicinanze del mare, all’esterno della cinta muraria, parzialmente demolita agli inizi degli anni sessanta. L’interno a croce greca è privo di decorazioni eccetto che per alcuni affreschi trecenteschi nelle absidi. L’altare maggiore è stato composto nel 1928 riutilizzando una lastra di un sarcofago romano.

Chiesa di Maria SS. di Porto Salvo (detta “degli Scalzi”)

Fu edificata nel XV secolo dai pescatori del Borgo in devozione alla Madonna. Poi, nel corso del Settecento, vi fu costruito a fianco un convento di frati Agostiniani Scalzi. L’esterno, molto semplice, lascia intuire le strutture della chiesa con le volte a crociera ed i due grandi finestroni dell’abside e della facciata. L’interno simile a quello della chiesa dell’Annunziata, ha un altare marmoreo policromo del Lazzari.

Ex Chiesa di Santa Lucia
La Chiesa di Santa Lucia è forse la più antica chiesa di Gaeta, edificata nel VII secolo. Dal 1387, fu la “Cappella reale” dove si recavano a pregare, venendo dal castello, re Ladislao in compagnia della moglie, regina Costanza Chiaramonte, e della madre Margherita di Durazzo. In origine era stata dedicata a Santa Maria in Pensulis e aveva una disposizione ortogonale rispetto all’attuale edificio, che è il frutto di più restauri resisi necessari nel tempo, i più noti sono quelli realizzati nel 1648, in cui si aggiunsero decorazioni barocche, nel 1930, con cui riebbe il suo aspetto primitivo gotico, e nei primi anni ottanta del secolo scorso. Attualmente e sconsacrata e vi si svolgono mercatini, mostre e concerti di musica classica e da camera.
La ex chiesa si presenta a pianta longitudinale e divisa in tre navate separate da due file di quattro colonne. In fondo alla navata centrale si trova l’abside con i resti dell’altar maggiore.

Santuario della SS. Trinità (detto anche “Santuario della Montagna Spaccata”)

Fu edificato nell’XI secolo, sorge su una fenditura nella roccia che giunge fin nella Grotta del Turco, creatasi, secondo la leggenda, al tempo della morte di Cristo, quando si squarciò il velo del tempio di Gerusalemme. Lungo la scalinata che porta nelle viscere della montagna, lungo la stretta spaccatura di roccia, è possibile notare sulla parete di destra un distico latino con a fianco la cosiddetta “Mano del Turco”, la forma di una mano (le cinque dita nella roccia) che, secondo la leggenda, si sarebbe formata nel momento in cui un “miscredente” marinaio turco, che non credeva, cioè, alla storia che gli era stata raccontata sulla causa della spaccatura nella roccia, si era appoggiato alla roccia che miracolosamente divenne morbida sotto la sua pressione formando l’impronta della mano.

In questo Santuario pregarono numerosi pontefici, tra cui Pio IX, sovrani, vescovi e santi, tra cui Bernardino da Siena, Ignazio di Loyola, Leonardo da Porto Maurizio, San Paolo della Croce, Gaspare del Bufalo e San Filippo Neri. La leggenda vuole che San Filippo Neri avesse vissuto all’interno della Montagna Spaccata dove esiste un giaciglio in pietra nota ancora oggi come “Il letto di San Filippo Neri”.
Il santuario è sede dei missionari del P.I.M.E. Nel 1434 dall’alto dei due costoni di roccia che hanno dato origine al nome (di montagna spaccata) si staccò un macigno che andò ad incastrarsi più in basso tra le pareti della fenditura. Su di esso venne realizzata una piccola cappella dedicata al Crocifisso (sec. XIV), dall’interno della quale si può ammirare lo strapiombo su cui è situata.

Altre chiese
•    Chiesa di Santa Maria della Sorresca, edificata da Dionisio Lazzari su un deposito di sorra, derivato della pesca del tonno, dove la tradizione vuole apparve nel XVI sec. la Madonna. L’interno ottagonale ha tre altari policromi ed un organo di Tommaso de Martino.
•    Chiesa di San Domenico, trecentesca, è a due navate con grande abside quadrata, al centro della quale c’è l’altar maggiore in stile medioevale.
•    Chiesa di San Nilo Abate, situata nella zona di Serapo fa parte delle Chiese nuove di Gaeta. La costruzione della Cappela risale infatti al 1938, voluta da alcuni proprietari di ville. Chiamata così proprio per la permanenza in questa zona di San Nilo da Rossano alla fine del X secolo. Dopo il 1961, nel pieno sviluppa urbano della zona di Serapo, la cappella si presentava in un cattivo stato e il parroco Don Giuseppe Viola, promosse la costruzione della chiesa attuale dal 1965. Nel settembre del 2014 verrà eretto a Santuario per volere dell’ arcivescovo Fabio Bernardo D’Onorio, divenendo così il primo e unico Santuario dedicato a San Nilo.
•    Chiesa di San Paolo Apostolo costruita sulla piana di Montesecco nel 1960 per volere dell’arcivescovo Lorenzo Gargiulo, è costituita da un corpo centrale quadrato circondato da un deambulatorio. Mirabili i resti dell’altare ed il tabernacolo della fu chiesa di San Biagio.
•    Chiesa di San Giacomo Apostolo
•    Chiesa di San Carlo, chiesa del quartiere Piaja (o spiaggia), fu restaurata pesantemente nel 1995. Nel corso di questo restauro furono rimosse tutte le decorazioni barocche (eccetto alcuni paliotti degli altari laterali che sono ora murati nelle nicchie della navata) e fu messo al centro del presbiterio un altare in pietra.
•    Santuario della Madonna della Catena: è edificata nel luogo dove la tradizione religiosa vuole che sia comparsa la Madonna con il bambino, con in mano una catena, simbolo del peccato da spezzare. La chiesa a croce greca ha l’altare maggiore barocco proveniente dalla chiesa di San Giovanni a Mare.
•    Ex Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, edificata nel XI secolo come chiesa conventuale, nel 1673 vi trovarono le spoglie di San Montano e fu restaurata dal Lazzari e poi, in stile neogotico, da Federico Travaglini. Attualmente versa in uno stato di totale abbandono.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Gaeta

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Le chiese di Gaeta sono:

  • PARROCCHIA S. Paolo
  • SANTUARIO Montagna Spaccata
  • Santissima Trinità
  • San Francesco
  • S. GIACOMO APOSTOLO
  • SAN CARLO BORROMEO
  • SAN NILO ABATE
  • SANTI COSMA E DAMIANO
  • SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

 

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