Gaeta: Convegno “Oltre il conflitto” dell’Associazione Due o più

“.. e li accolsero in pace…”: Riflettori accesi su un anno di immigrazione

Convegno “Oltre il conflitto” dell’Associazione Due o più

 Sabato 9 gennaio 2016, ore 16.30, Aula Magna Istituto Nautico Caboto, Piazza Trieste

Gaeta, 8 gennaio 2016. Sabato 9 gennaio 2016, alle ore 16.30, riflettori puntati su un anno di immigrazione tra opportunismo e opportunità, nell’Aula Magna dell’Istituto Nautico Caboto di Gaeta, in Piazza Trieste, che ospita il Convegno organizzato dall’Associazione Due o più, con il patrocinio del Comune e dell’Arcidiocesi di Gaeta.

 

Nell’ambito del programma 2015/16 denominato “Oltre il Conflitto” tracce per costruire ponti e gettare semi di pace, l’Associazione Due o più, la quale ha tra i suoi scopi quello di diffondere un dialogo che aiuti a formare uomini e rapporti nuovi nella città di Gaeta, propone nuovi ed interessanti momenti di riflessione e confronto su tematiche inerenti al superamento dei conflitti tra le generazioni, in famiglia, nella società e nell’ambiente.

 

Sabato 9 gennaio è la volta dell’incontro – dialogo con Flavia Cerino civilista e immigrazionista del Foro di Catania che relazionerà sulla questione dell’immigrazione tra opportunismo e opportunità. Il titolo dell’incontro “… e li accolsero in pace” vuole evidenziare il modo di porsi nei confronti dei migranti, che giunti a destinazione dopo un viaggio durissimo e dominato dalla paura e dall’insicurezza, sono detenuti in condizioni a volte disumane. L’avvocato Cerino si dedica, in particolare, dei minori non accompagnati, che sbarcano dopo la traversata del Mediterraneo.

Un tema forte, attualissimo, che l’Associazione Due o più gaetana propone secondo lo spirito che la caratterizza e che trova una sintesi nelle parole con cui sul suo sito presenta la propria nascita: “Le nostre città sono destinate, sembra senza ritorno, a diventare sempre più  anonime, anzi a sviluppare relazioni di conflitto, ma se in una città, un gruppo di persone  decide  di  cominciare  relazioni  nuove,  ciò può  bloccare  il  determinismo sociale che porta le nostre città verso lo sfaldamento definitivo, perché i rapporti sono contagiosi e rispondono ad una domanda profonda che oggi ha l’umanità”.

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